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lombosciatalgia

Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "Intestino Utero Ovaie Mesentere Ernia L5-S1 Canale Midollare L5 Prostata S1 Sciatico Infiamato Colon Cieco Pavimento Pelvico"
La lombosciatalgia non è solo un dolore lombare.
È un segnale che parte dalla zona più strutturale del tuo corpo e scende lungo il nervo sciatico, il più lungo e voluminoso nervo periferico che abbiamo. Nasce dalle radici L4 L5 S1 S2 S3, attraversa il gluteo, percorre la coscia e arriva fino al piede.
Quando viene irritato non manda un semplice fastidio. Manda corrente. Bruciore. Scossa. A volte perdita di forza. A volte formicolio. A volte una rigidità che al mattino ti fa sentire di pietra.
Capire la lombosciatalgia significa smettere di banalizzarla.
Le principali casistiche
Lombosciatalgia di origine discale
Qui parliamo di protrusioni o ernie, soprattutto tra L5 e S1. Il disco intervertebrale è formato da un anello fibroso esterno e da un nucleo polposo interno, una struttura gelatinosa che assorbe carico.
Quando il disco si disidrata o si fissura, il nucleo può spingere verso l’esterno. Se incontra la radice nervosa, la irrita. E il nervo infiammato diventa ipersensibile. Anche una compressione minima può generare dolore importante perché l’infiammazione chimica aumenta la sensibilità della radice.
Lombosciatalgia da stenosi del canale midollare
Il canale vertebrale può restringersi per cause degenerative o congenite. Quando lo spazio diminuisce, le radici nervose vengono compresse soprattutto in estensione. È un dolore che compare camminando e migliora flettendo il busto in avanti. È biomeccanica pura. Non è debolezza.
Lombosciatalgia muscolare e fasciale
Un piriforme contratto può comprimere lo sciatico nel gluteo. La fascia toracolombare può diventare rigida e alterare la distribuzione del carico. Le catene posteriori rigide cambiano la meccanica globale. Il corpo non lavora a pezzi. Lavora in continuità.
L’influenza della zona viscerale
La colonna non è isolata. L’intestino, l’utero, la prostata, il sigma, il cieco hanno connessioni fasciali profonde con la zona lombare. Il mesentere si ancora posteriormente. Se un viscere è in tensione cronica o infiammato, può aumentare la trazione sulle fasce lombari.
Un colon irritato può modificare la tensione della fascia iliaca. Un utero in retroversione può alterare la dinamica del sacro. La componente neurovegetativa entra in gioco. Stress cronico, infiammazione intestinale, disbiosi: tutto può aumentare la sensibilità del sistema nervoso.
Il canale midollare ristretto e la sofferenza radicolare
Quando il canale è ristretto, la radice nervosa ha meno spazio per scorrere e meno margine di adattamento. Ogni micro-movimento diventa più critico. La compressione meccanica si somma all’infiammazione neurogena. Il risultato è un dolore che si irradia, a volte bilaterale, spesso associato a debolezza o instabilità.
Come può bloccarsi un’ernia L5 S1 in fase di carico
Durante il sollevamento di un peso con flessione e rotazione, la pressione intradiscale aumenta in modo significativo. Se il disco è già degenerato, può protrudere ulteriormente.
In fase di carico lavorativo ripetitivo, la disidratazione del disco aumenta durante la giornata. Se l’anello fibroso è fissurato, il nucleo può spingere verso la radice. Non è solo un problema meccanico. È anche biochimico. Le molecole infiammatorie rilasciate dal disco possono irritare la radice anche senza una compressione massiva.
Quanto incide il pavimento pelvico
Il pavimento pelvico è la base della colonna.
Se è ipertonico, crea una trazione costante sul sacro. Il sacro è la piattaforma di L5. Se il sacro perde mobilità, L5 S1 soffre di più. Se invece il pavimento pelvico è ipotonico, manca sostegno e la stabilità lombare si riduce.
Un pavimento pelvico disfunzionale altera la gestione della pressione intraaddominale. E la pressione interna è una variabile fondamentale nella salute del disco.
Il trattamento osteopatico
Il trattamento non è un atto di forza. È un atto di ascolto.
Si lavora sulla mobilità segmentaria lombare. Si riequilibra il sacro e le articolazioni sacroiliache. Si detende la fascia toracolombare. Si tratta il diaframma, perché la respirazione influenza la pressione addominale. Si valutano e si trattano le tensioni viscerali. Si normalizza il sistema neurovegetativo.
Non si “rimette a posto un’ernia”.
Si crea spazio. Si ridistribuisce il carico. Si riduce l’infiammazione. Si migliora la capacità adattativa del sistema.
Autotrattamento quotidiano
Respirazione diaframmatica lenta per 5 minuti.
Posizione supina con gambe su sedia a 90 gradi per scaricare L5 S1.
Retroversione e anteroversione del bacino lente e controllate.
Autoallungamento dolce senza dolore.
Massaggio con pallina su gluteo medio e piriforme.
15 esercizi yoga utili
Gatto mucca
Posizione del bambino
Sphinx
Cane a testa in giù modificato
Pigeon dolce
Twist supino leggero
Bridge controllato
Happy baby
Low lunge
Forward fold con ginocchia piegate
Malasana dolce
Gambe al muro
Cobra soft
Mezza torsione seduta dolce
Allungamento ischiocrurali supino con cintura
15 esercizi mattutini appena svegli
Mobilizzazione caviglie a letto
Flessione ed estensione ginocchia
Attivazione lieve pavimento pelvico
Retroversione bacino supina
Attivazione addome profondo con espirazione lunga
Ponte glutei
Bird dog lento
Allungamento ischiocrurali con elastico
Circonduzioni bacino in piedi
Squat parziale controllato
Affondo breve
Rotazioni toraciche in piedi
Autoallungamento braccia verso l’alto
Camminata sul posto
Respirazione lenta con mani sull’addome
Mantra
Io creo spazio dentro di me.
Ogni vertebra respira.
Ogni nervo si libera.
Il mio corpo sa adattarsi.
Poesia finale
La colonna è un albero.
Ha radici nel bacino
e rami nel cielo.
Quando il vento soffia forte
non si spezza.
Si piega.
La lombosciatalgia non è una condanna.
È un messaggio inciso nel midollo.
Respira.
Ritrova spazio.
Rialzati.
Il tuo corpo non è contro di te.
Sta solo cercando un nuovo equilibrio.
 
 

Perché le donne devono allenare i mitocondri

Perché le donne devono allenare i mitocondri (prima che sia tardi)

 

Per decenni la fisiologia femminile è stata ignorata o semplificata, trattata come una versione

"in scala ridotta" di quella maschile.

 

La realtà biochimica, tuttavia, racconta una storia diversa:

fino alla menopausa, le donne godono di un vantaggio metabolico straordinario, un vero e

proprio "scudo mitocondriale" fornito dagli estrogeni, che favorisce l'ossidazione lipidica e

protegge dallo stress ossidativo.

 

Questo nostro articolo esplora il drastico cambiamento che avviene durante la perimenopausa

e la menopausa, quando il ritiro di questa protezione ormonale espone la donna a un'accelerata

disfunzione metabolica.

 

Analizzando la letteratura scientifica più recente, dimostriamo come

l'esercizio fisico specifico, focalizzato sulla biogenesi mitocondriale e non sulla semplice

"bruciatura di calorie", sia l'unica terapia non farmacologica in grado di sostituire il segnale

estrogenico perduto.

 

L'inganno della giovinezza: Il turbo metabolico degli estrogeni

Per comprendere l'urgenza di un allenamento specifico, dobbiamo prima osservare ciò che la

natura offre "gratuitamente" alla donna in età fertile.

 

Esiste un malinteso di fondo nel mondo del fitness: si pensa spesso che gli uomini siano metabolicamente superiori nel bruciare grassi.

 

La scienza, e in particolare i lavori seminali del Prof. Mark Tarnopolsky, ci dice l'esatto opposto.

 

A parità di intensità relativa di esercizio, le donne sono macchine ossidative più efficienti degli

uomini.

 

Questo fenomeno è guidato principalmente dal 17-beta-estradiolo (E2).

 

Gli estrogeni non sono solo ormoni riproduttivi; sono potenti regolatori bioenergetici che agiscono

direttamente sul DNA mitocondriale e nucleare.

 

Fino ai 45-50 anni, l'estradiolo agisce come un "turbo" per i mitocondri femminili attraverso tre meccanismi distinti:

 

1. Risparmio del glicogeno e ossidazione lipidica: Gli estrogeni promuovono

l'espressione di proteine coinvolte nel trasporto e nell'ossidazione degli acidi grassi

(come la FAT/CD36 e la CPT-1). Ciò significa che, durante l'attività aerobica, la donna

accede alle riserve di grasso molto più velocemente dell'uomo, preservando il prezioso

glicogeno muscolare.

 

È una strategia evolutiva raffinata: preservare gli zuccheri per il

cervello e per eventuali gravidanze, usando il grasso come carburante primario per il

movimento.

 

2. Protezione antiossidante: I mitocondri producono energia, ma generano anche scorie

tossiche chiamate specie reattive dell'ossigeno (ROS). Gli estrogeni stimolano la

produzione di enzimi antiossidanti (come la glutatione perossidasi) che neutralizzano i

ROS. Il mitocondrio femminile, quindi, non solo lavora di più sui grassi, ma

"arrugginisce" meno.

 

3. Qualità della membrana: L'estradiolo mantiene fluida ed efficiente la membrana

mitocondriale, garantendo che la catena di trasporto degli elettroni funzioni senza

intoppi ed evitando quella "dispersione protonica" (uncoupling) che caratterizza

l'invecchiamento cellulare.

 

Questo stato di grazia metabolica crea l'illusione di poter "mangiare e non ingrassare" o di

potersi allenare in modo disordinato senza conseguenze visibili.

 

È l'inganno della giovinezza: il corpo sta compensando ogni errore con una protezione ormonale massiccia.

Il bivio ormonale: La crisi bioenergetica della menopausa

Intorno ai 45-50 anni, o anche prima durante la perimenopausa, questo scenario idilliaco

crolla.

 

La cessazione della produzione ovarica di estradiolo non comporta solo le note vampate

o i cambiamenti dell'umore; rappresenta uno shock metabolico per i mitocondri. Senza il

segnale dell'estrogeno, si verifica una cascata di eventi negativi:

 

 Crollo della biogenesi mitocondriale: Il corpo smette di ricevere il segnale "gratuito"

di rinnovare i mitocondri. Quelli vecchi muoiono e non vengono sostituiti con la stessa

velocità, portando a una perdita di densità mitocondriale.

 

 Infiammazione e stress ossidativo: Senza lo scudo antiossidante degli estrogeni, i

ROS aumentano, danneggiando le strutture cellulari e innalzando l'infiammazione

sistemica (fenomeno noto come inflammaging).

 

 Inflessibilità metabolica: Il corpo "dimentica" come usare i grassi. Anche se la donna

mantiene le stesse abitudini alimentari, il suo muscolo diventa resistente all'insulina e

meno capace di ossidare lipidi. Il risultato è l'accumulo di grasso viscerale (addominale),

metabolicamente attivo e dannoso, ben diverso dal grasso sottocutaneo gluteo-femorale

tipico dell'età fertile.

 

È qui che molte donne commettono l'errore fatale: tentano di combattere questo aumento di

peso con la strategia del "di più è meglio".

 

Si lanciano in sessioni di HIIT (High Intensity Interval

Training) estenuanti, classi cardio ad altissima frequenza cardiaca o diete eccessivamente

restrittive.

In questo contesto ormonale, tuttavia, l'alta intensità senza una base aerobica solida

è benzina sul fuoco. Un corpo già infiammato dalla carenza di estrogeni reagisce all'eccesso di

cortisolo (indotto dall'allenamento troppo intenso) trattenendo ancora più liquidi e grasso.

 

mitocondri, già sofferenti, non riescono a gestire il carico di lattato e stress, portando a

stanchezza cronica e al fallimento dei risultati.

 

La soluzione scientifica: L'esercizio come "farmaco" mitocondriale

 

La buona notizia, supportata dalla letteratura scientifica, è che la decadenza non è inevitabile.

Se il segnale ormonale (estrogeni) viene a mancare, deve essere sostituito da un segnale

meccanico. Studi condotti su modelli animali e umani hanno dimostrato che l'esercizio fisico, se

ben calibrato, attiva le stesse vie di segnalazione (AMPK e PGC-1α) che venivano

precedentemente attivate dagli estrogeni. L'allenamento diventa quindi una terapia sostitutiva

mitocondriale.

 

Ma quale allenamento?

 

La chiave risiede nella polarizzazione e nel volume a bassa intensità (Zona 2).

 

1. Costruire il motore (Zona 2): Per compensare la perdita di densità mitocondriale, la

donna in menopausa deve dedicare tempo ad attività cicliche a bassa intensità (corsa

lenta, camminata in salita, bici), dove è ancora possibile parlare senza affanno. Questostimolo specifico aumenta il numero e la grandezza dei mitocondri senza stressare

eccessivamente le surrenali (cortisolo). È l'unico modo per ri-insegnare al corpo a

bruciare grassi in assenza di estrogeni.

 

2. L'intensità dosata: L'alta intensità serve, ma va trattata come un farmaco potente: va

usata a piccole dosi e solo quando la base aerobica è solida.

 

Gli scatti brevi e intensi stimolano il rinnovamento dei mitocondri danneggiati (mitofagia), ma sono efficaci solo

se il corpo ha la capacità di recuperare.

 

Non serve "ammazzarsi" di fatica ogni giorno. Serve "convincere" biochimicamente la cellula

che ha bisogno di più energia, stimolandola gentilmente ma costantemente.

 

È il concetto di flessibilità metabolica: restituire alla donna la capacità di passare dall'uso di zuccheri a

quello di grassi, una capacità che la natura le aveva regalato e che ora deve guadagnarsi con un

allenamento intelligente.

 

Meccanismi: I punti chiave

 

Approfondiamo i meccanismi biochimici che rendono questo approccio validato

scientificamente:

 

 Attivazione PGC-1α (Il Master Regulator): In assenza di estrogeni (che attivano

PGC-1α tramite i recettori ERα), l'esercizio di endurance diventa il principale attivatore

di questa proteina. PGC-1α coordina la trascrizione del DNA nucleare e mitocondriale

per creare nuovi organelli. Il protocollo del libro massimizza questa via senza eccedere

nello stress.

 

 Gestione del Cortisolo e Asse HPA: La donna in menopausa ha un asse ipotalamo-

ipofisi-surrene più reattivo. L'allenamento "no pain no gain" cronico mantiene alto il

cortisolo, che a sua volta distrugge le proteine muscolari (sarcopenia) e blocca la lipolisi.

L'approccio polarizzato riduce il carico allostatico.

 

 Mitofagia e Qualità: Non basta avere tanti mitocondri, servono mitocondri sani.

L'alternanza tra volume (Zona 2) e picchi di intensità (presenti nel metodo Rossiello)

promuove la mitofagia, ovvero l'autocannibalismo dei mitocondri difettosi per far

spazio a quelli nuovi e performanti.

 

Filosofia "Elioslamp" 1: Mitochondrial Training

Comprendere la teoria è il primo passo, ma l'applicazione pratica richiede un metodo solido.

È qui che si inserisce l'approccio dell'allenamento mitocondriale.

Questo non è il solito manuale di tabelle per correre la maratona, bensì un vero trattato di longevità applicata, cruciale

soprattutto per il pubblico femminile che affronta il "bivio ormonale".

Questo sistema codifica ciò che la scienza complessa suggerisce, spiegando come strutturare la settimana per

massimizzare la biogenesi mitocondriale.

 

Nel libro si trova la risposta pratica a domande fondamentali:

 Come calcolare le vere zone di allenamento per non generare cortisolo inutile. Perché e come integrare la forza per sostenere la massa magra (l'altra grande vittima della menopausa).

 

 Come ciclizzare l'allenamento rispettando i ritmi biologici, un aspetto vitale per la salute

femminile.

 

Il "Mitochondrial Training" insegna a sostituire la protezione estrogenica con la protezione dell'allenamento.

Per una donna che guarda ai prossimi 30 o 40 anni, questa strategia non è un acquisto opzionale, ma un investimento sulla propria autosufficienza e salute metabolica.

Non allenarsi, o allenarsi male dopo i 50 anni, significa accettare un declino che la scienza ci dice essere evitabile.

Filosofia "Elioslamp" 2:

Ritmi Circadiani

 Sebbene questo articolo si concentri sull'allenamento, è impossibile scindere il metodo dalla filosofia di fondo Elioslamp.

I mitocondri non sono solo centrali elettriche; sono sensori ambientali.

 

 Il mitocondrio femminile si è evoluto per funzionare in sintonia con i cicli di luce e buio.

 La disfunzione mitocondriale moderna non è solo dovuta alla mancanza di movimento,

ma alla "malnutrizione di luce".

 Il concetto implicito è che l'allenamento mitocondriale funziona al 100% solo se

abbinato a uno stile di vita che rispetta i ritmi circadiani: esposizione alla luce naturale

al mattino (per sincronizzare gli orologi biologici periferici nei muscoli) e buio la sera.

 Il "motore" mitocondriale va oliato con il movimento e "caricato" con la luce corretta.

Allenarsi all'aria aperta, come spesso suggerito, amplifica i benefici biochimici descritti

sopra.

 

Perché abbiamo scelto questo argomento

 

Abbiamo deciso di porre il focus su questo tema perché esiste un vuoto informativo pericoloso.

Il marketing del fitness per donne over 40 spinge spesso verso soluzioni estetiche rapide (creme,

trattamenti, ginnastica passiva) o allenamenti "brucia-grassi" ad alta intensità che peggiorano

il quadro infiammatorio.

Era doveroso spostare l'attenzione dalla "forma fisica" alla "salute d'organo".

Parlare di mitocondri significa parlare della radice del problema, non del sintomo.

Promuovere la cultura del Mitochondrial Training significa dare alle donne uno strumento di empowerment biologico

reale, basato sulla fisiologia e non sulle tendenze.

 

Riferimenti Bibliografici

1. Tarnopolsky, M. A. (2008). "Sex differences in exercise metabolism and the role of 17-

beta estradiol". Medicine & Science in Sports & Exercise, 40(4), 648-654. (Nota: Lo studio

fondamentale che stabilisce come le donne ossidino più lipidi degli uomini grazie agli

estrogeni).

2. Karim, S., & Rossi, A. (2020). "Estrogen deficiency and mitochondrial dysfunction in

skeletal muscle: Mechanisms and therapeutic implications". Journal of Applied

Physiology. (Nota: Analizza il crollo della funzione mitocondriale post-menopausa).3. Rogers, N. H., et al. (2019). "Estradiol and mitochondrial biogenesis in skeletal muscle:

The link to metabolic health". Endocrinology. (Nota: Spiega come gli estrogeni regolano

PGC-1α e come l'esercizio possa intervenire).

4. Miotto, P. M., et al. (2018). "Sex differences in mitochondrial respiratory function in

human skeletal muscle". American Journal of Physiology-Regulatory, Integrative and

Comparative Physiology. (Nota: Dettagli sulla respirazione mitocondriale e differenze di

genere).

5. Huang, Xi, et al. (2025) "The role of estrogen in mitochondrial disease." Cellular and

Molecular Neurobiology

Link: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12254118/

6. Arjmand, Shokouh, et al. (2024) "Regulation of mitochondrial dysfunction by

estrogens and estrogen receptors in Alzheimer's disease: A focused review." Basic &

Clinical Pharmacology & Toxicology

Link: https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/bcpt.14035

7. Rossiello, A. (2023). Mitochondrial Training: Il metodo definitivo per invertire la

disfunzione mitocondriale. T.R.U. Edizioni.

restrizione calorica

♦️La salute non è un diritto garantito: è un lavoro quotidiano. Allenamento, restrizione calorica e longevità… il vero investimento su forma & salute inizia da giovani e ci accompagna tutta la vita

Cos’è la restrizione? Una strategia scientificamente studiata che consiste nel ridurre l’apporto energetico mantenendo però intatto l’equilibrio dei nutrienti essenziali. Quando viene applicata con intelligenza e rispetto della fisiologia, diventa uno degli strumenti più potenti per migliorare la salute, la composizione corporea e la longevità.

📍Gli studi sulla restrizione calorica mostrano benefici che attraversano ogni livello dell’organismo: dalla cellula al metabolismo, dalla performance alla prevenzione delle malattie croniche. La letteratura scientifica è ampia e solida: dalla regolazione dell’autofagia, agli effetti sulla longevità mediati da SIRT1, fino ai dati che evidenziano miglioramenti metabolici e riduzione dello stress ossidativo.

📍Ridurre le calorie senza ridurre la qualità del cibo significa permettere al corpo di utilizzare in modo più efficiente i substrati energetici, migliorare la sensibilità all’insulina e ottimizzare il metabolismo lipidico. Significa anche stimolare processi di rigenerazione cellulare come l’autofagia, un meccanismo che elimina cellule danneggiate e ne favorisce il rinnovamento, contribuendo a rallentare l’invecchiamento biologico. Sono numerosissimi gli studi che mostrano come la restrizione calorica attivi geni legati all’invecchiamento sano e alla funzionalità muscolare.

📍Ma la restrizione calorica da sola non basta. L’esercizio fisico è il secondo pilastro, quello che impedisce la perdita di massa muscolare e mantiene attivi i meccanismi che sostengono forza, autonomia e qualità della vita. E’ stato dimostrato che anche in età avanzata è possibile costruire muscolo e migliorare la forza, a patto che l’allenamento non venga mai sospeso. Il muscolo è un organo endocrino, un deposito di salute, un ammortizzatore contro l’invecchiamento. Senza movimento, la restrizione calorica diventa incompleta; con il movimento, diventa un acceleratore di benessere.

📍Passiamo al dunque

La longevità non è un premio che arriva a quarant’anni. e’ un processo che si costruisce molto prima. Chi inizia a vent’anni ad allenarsi, a curare l’alimentazione, a investire nella propria salute, sta costruendo un capitale biologico che proteggerà il corpo per decenni. È prevenzione vera: quella che non si vede subito, ma che si sente quando gli anni avanzano e il corpo risponde ancora con efficienza, lucidità e resilienza.

📍Chi invece arriva a cinquant’anni e decide di migliorare deve sapere che il percorso è più complesso. Il catabolismo aumenta, la sarcopenia avanza, la risposta anabolica è più lenta. Ma non è impossibile: richiede più precisione, più costanza, più rispetto dei tempi fisiologici. Richiede di capire che ogni progresso, anche piccolo, è un investimento sulla qualità della vita futura. E che il sacrificio, quello vero, quello che consiste nel rinunciare al superfluo per dare spazio all’essenziale, è parte integrante del processo.

Quindi, a cinquant’anni non chiedete mai a un professionista di diventare, in pochi mesi, una Bikini Beach… e praticamente impossibile, se durante la tua vita non hai mai fatto nulla per il tuo corpo.

📍La salute non è un diritto garantito (lo abbiamo riportato nel titolo), è la somma di scelte ripetute, di allenamenti portati a termine anche quando non si ha voglia, di pasti costruiti con criterio, di sonno curato, di stress gestito. È un equilibrio dinamico che si conquista e si difende.

📍La restrizione calorica intelligente, unita all’allenamento costante, non è solo una strategia per perdere grasso. È un modo per migliorare la qualità della vita, rallentare l’invecchiamento, proteggere il cervello, mantenere la forza, prevenire malattie croniche e costruire un corpo che rimane funzionale più a lungo.

È un atto di responsabilità verso se stessi ed un investimento sul futuro.

Osteopatia26

Fabrizio Renzoni osteopata D.O.m.R.O.I. Tessera n. 4727

Fano PU CAP 61032 VIA G. Gabrielli N 12/A

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