l’energia vibrazionale degli alimenti

Benessere generale, Energie sottili

Il cibo non è solo una fonte di proteine, carboidrati e grassi: fin dall’antichità è stato percepito come portatore di vitalità. Espressioni come “cibo vivo” o “fresco” evocano infatti un senso di benessere che va oltre il semplice apporto calorico.

Gli studi di Simoneton: una classificazione energetica

Negli anni ’30-’40 l’ingegnere francese André Simoneton propose una classificazione degli alimenti in base alla loro energia vibrazionale, misurata in Angstrom (Å). Secondo le sue osservazioni, gli alimenti potevano essere divisi in quattro categorie: quelli “superiori”, ad alta vibrazione (frutta fresca, verdura cruda, cereali integrali), quelli di “appoggio”, quelli “inferiori” e infine i “morti”, cioè senza alcuna energia vitale, come zucchero bianco e prodotti industriali. Al di là della validità scientifica di questi strumenti, il suo messaggio rimane attuale: non tutti i cibi hanno lo stesso impatto sulla nostra energia e sul nostro benessere.

Alimenti superiori: frutta matura, verdure crude, cereali integrali, oli spremuti a freddo (vibrazione bioenergetica superiore ai 6500 Å).

Alimenti di appoggio: verdure cotte, miele, latte fresco (La vibrazione bioenergetica oscilla tra 6500 e 3000 Å)

Alimenti inferiori: carne cotta, salumi, pane bianco, caffè (La vibrazione è inferiore ai 3000 Å)

Alimenti morti: prodotti industriali, zucchero bianco, alcolici (La vibrazione è zero Å)

Sebbene questo approccio non appartenga alla scienza ufficiale, molte conclusioni coincidono con le moderne linee guida nutrizionali.

L’energia vibrazionale degli alimentiEnergia vibrazionale

Quando si parla di energia vibrazionale si entra in un campo che unisce scienza, filosofia della natura e tradizioni olistiche. L’idea di fondo è semplice: tutto nell’universo vibra. Gli atomi che compongono la materia non sono statici, ma si muovono, oscillano, scambiano energia. In fisica sappiamo bene che ogni corpo, anche inerte, emette una radiazione, e che il nostro organismo funziona grazie a sottili equilibri elettrici e chimici.

Naturopati e ricercatori indipendenti hanno esteso questo concetto alla vita quotidiana, sostenendo che anche gli alimenti abbiano una loro “firma vibrazionale”. Un frutto appena raccolto, pieno di vitamine, enzimi e acqua strutturata, viene percepito come un cibo “vivo”, capace di trasmettere vitalità. Al contrario, un prodotto industriale, raffinato o a lungo conservato, appare “spento”, privo di quella freschezza che associamo intuitivamente alla salute.

Biofotoni e vitalità degli alimenti

La scienza moderna non parla di vibrazioni in Angstrom, ma alcuni studi interessanti aprono spiragli di comprensione. Il biofisico Fritz-Albert Popp ha studiato i cosiddetti biofotoni, piccolissime emissioni luminose provenienti dalle cellule viventi. Le sue ricerche mostrano che alimenti freschi e naturali emettono più biofotoni rispetto a quelli conservati o trattati. In altre parole, sembrano effettivamente “più vivi”.

Così, quando si parla di energia vibrazionale, possiamo leggerla come una metafora che anticipa quello che oggi confermano numerose ricerche: i cibi freschi, integrali e poco processati nutrono davvero meglio. Mantengono intatti i loro micronutrienti, stimolano le difese dell’organismo e sostengono i nostri processi vitali in modo più armonico.

In fondo, non serve credere alle misurazioni in Angstrom per capire una verità semplice: un’insalata appena raccolta ci fa sentire diversi da una merendina confezionata. L’energia vibrazionale è il modo con cui le tradizioni olistiche ci ricordano che il cibo non è solo materia, ma anche vitalità, freschezza ed equilibrio.

L’energia vibrazionale degli alimenti

Nutrienti, freschezza e salute

La ricerca nutrizionale moderna conferma che la freschezza e la minima lavorazione sono fondamentali per la salute.

Frutta e verdura: ricche di vitamine e antiossidanti, perdono vitalità con la cottura e il tempo.

Cereali integrali: conservano fibre e micronutrienti essenziali.

Verdure a foglia verde: oltre alla clorofilla, contengono composti bioattivi che proteggono da malattie croniche.

La scienza della nutrizione, si sofferma moltissimo sui contenuti dei cibi soprattutto da un punto di vista chimico. Un elemento è più utile al nostro organismo se contiene tanti sali minerali e vitamine, al contrario un cibo raffinato fornisce solo calorie senza un altrettanto adeguato apporto di nutrienti essenziali. E’ innegabile che questa divisione sia vera, tuttavia non è l’unico metro di giudizio per stabilire se ciò che mangiamo faccia bene o meno al nostro organismo.

Ogni essere persona in piena salute ha un valore vibrazionale attorno ai 6200-7000 Angstroms (campo bioenergetico).

E’ necessario introdurre un concetto basilare che la fisica ha ampiamente dimostrato. Ogni essere vivente e quindi ogni alimento ha una propria energia. L’energia si propaga sotto forma d’onda e possiamo dire quindi, che ogni cibo irraggia attorno a sé queste onde.

Prove di laboratorio, effettuate su animali, hanno dimostrato che gli alimenti sintetici, pur fornendo un’alimentazione equilibrata dal punto di vista qualitativo e calorico, non sono sufficienti per fornire uno sviluppo normale. Questo significa che oltre ai consueti elementi (proteine, carboidrati, ecc.) gli alimenti devono anche possedere le necessarie vibrazioni energetiche capaci di mantenere la vita.

L’energia vibrazionale degli alimentiL’energia dei cibi: freschezza, genuinità e nutrienti

Secondo la visione vibrazionale, il valore di un alimento non dipende solo da vitamine, sali minerali e macronutrienti, ma anche dalla sua “energia sottile”. Un frutto appena colto o un cereale integrale fresco avrebbe un’energia molto alta, mentre prodotti raffinati, conservati a lungo o sottoposti a cotture elevate perderebbero gran parte della loro vitalità.

Dal punto di vista scientifico, sappiamo che questo concetto può essere interpretato in chiave pratica: più il cibo è fresco e meno lavorato, più conserva vitamine, antiossidanti ed enzimi, che si degradano facilmente con il tempo e con la cottura.

Frutta e verdura: vitalità a portata di mano

La frutta fresca e matura viene considerata tra gli alimenti più energetici. Si consiglia di consumarla a digiuno, per favorire la digestione e “trasferire” al corpo tutta la sua vitalità. Anche gli ortaggi crudi hanno un valore vibrazionale molto alto, che tende a ridursi oltre i 70 °C di cottura. L’unica eccezione citata è la patata, che mantiene una parte della sua energia anche dopo la cottura.

In termini nutrizionali, le raccomandazioni coincidono: frutta e verdura fresche, consumate crude o poco cotte, forniscono la più alta quantità di vitamine, fibre e sostanze fitochimiche benefiche.

Legumi e cereali: energia che si perde con la lavorazione

Fagioli, piselli e lenticchie sarebbero molto energetici da freschi, ma perdono vitalità con l’essiccazione. I cereali, soprattutto il grano, raggiungerebbero valori vibrazionali altissimi nel chicco intero, ma li perdono rapidamente se macinati e raffinati.

Da un punto di vista scientifico, questo corrisponde al fatto che farine integrali fresche conservano meglio vitamine e oli essenziali, mentre le farine raffinate perdono nutrienti e si ossidano più facilmente.

Cibi proteici e alimenti “depotenzianti”

Carne, pesce e latticini rientrano nelle categorie considerate a bassa energia. Oltre a non fornire vitalità, richiederebbero all’organismo più risorse per essere metabolizzati.

Al di là della classificazione vibrazionale, sappiamo che un consumo eccessivo di proteine animali è correlato a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche, e che una dieta ricca di vegetali freschi è più protettiva.

Intolleranze e alimentazione moderna

Gli alimenti industriali, definiti “morti”, oltre a non apportare energia, sarebbero più facilmente causa di intolleranze alimentari. La raffinazione e la perdita di nutrienti, infatti, rendono il metabolismo più affaticato.

La scienza conferma in parte questa osservazione: l’aumento delle intolleranze e delle allergie è spesso associato al consumo elevato di alimenti ultraprocessati, poveri di fibre e arricchiti con additivi.

Il ruolo dei metodi di conservazione

L’ alta temperatura e l’utilizzo di conservanti sintetici diminuiscono l’ energia vibrazionale. Da questo deriva l’importanza di utilizzare per quanto possibile, metodi di conservazione alternativi che non prevedano alte temperature, sistemi di irraggiamento (azzerano l’energia) o l’abuso di sostanze sintetiche come antiossidanti, conservanti, addensanti o atmosfere modificate. Anche il forno a microonde danneggia i cibi e l’ energia in essi contenuti. Date le esigenze imposte dall’attuale stile di vita la soluzione migliore è quella di consumare cibi freschi, in particolar modo frutta e verdura. Rivolgetevi alla Macrobiotica.

La nutrizione scientifica conferma che trattamenti industriali intensivi spesso riducono il contenuto vitaminico e possono generare sostanze indesiderate (es. acrilammide nei prodotti da forno).

Vegetali a foglia: il cuore della vitalità

Un aspetto interessante riguarda i vegetali a foglia verde: avendo la parte più esposta alla luce solare, si ritiene che abbiano la vibrazione più alta. Questo li renderebbe particolarmente utili per bilanciare i pasti proteici e sostenere l’organismo.

La ricerca scientifica concorda: gli ortaggi a foglia verde sono tra i cibi più ricchi di fitonutrienti protettivi, vitamine e minerali essenziali.

L’energia vibrazionale degli alimentiCome preservare e amplificare l’energia vitale degli alimenti

Alcune tecniche — come l’uso di piastre anergizzanti — sarebbero in grado di elevare la frequenza energetica degli alimenti, preservandone la vitalità nel tempo. Anche se mancano prove scientifiche solide, questa idea riflette un principio interessante: la possibilità di proteggere e amplificare la qualità naturale del cibo, evitando processi che ne degradano il valore nutrizionale.

Frutta, verdura e legumi: l’energia della freschezza

Frutta matura, consumata subito dopo la raccolta, viene considerata tra gli alimenti più “vibranti”, con valori che secondo Simoneton possono superare gli 8.000–10.000 Angstrom. Le vibrazioni, liberate nello stomaco, si tradurrebbero in una sensazione di benessere immediato. Non a caso la frutta acerba o troppo matura è spesso indigesta.

Lo stesso discorso vale per le verdure fresche e per i legumi raccolti al giusto grado di maturazione: più sono vicini al loro stato naturale, più risultano vitali.

La cottura e la perdita di vitalità

Un punto importante è che la vitalità degli alimenti non resiste oltre i 70 °C: qualsiasi cottura che superi questa soglia ridurrebbe drasticamente le vibrazioni. L’unica eccezione sembra essere la patata, che mantiene un residuo energetico anche cotta. Questa idea, anche se espressa in termini vibrazionali, trova un parallelo nella nutrizione moderna: molte vitamine (C, gruppo B, folati) sono sensibili al calore e si degradano con la bollitura o la cottura prolungata.

Cereali e oli: il cuore dell’alimentazione vitale

Il grano è descritto come il cardine del nutrimento umano, con vibrazioni che possono arrivare a 9.000–10.000 Angstrom. Tuttavia, la macinazione e la raffinazione riducono drasticamente la sua energia. Da qui il consiglio di consumarlo in chicchi interi o germogliati, oppure trasformato in pasta fresca fatta al momento.

Gli oli spremuti a freddo, come l’olio extravergine di oliva, mantengono a lungo le vibrazioni originarie del frutto e rappresentano alimenti preziosi. Al contrario, gli oli raffinati o estratti con solventi risultano energeticamente “spenti”.

Latte, uova e derivati: energia che svanisce

Il latte vaccino fresco avrebbe inizialmente un buon livello vibrazionale, ma lo perde già dopo poche ore dalla mungitura e quasi del tutto con la pastorizzazione. Anche burro e uova fresche partono con valori elevati, ma degradano progressivamente con la conservazione. Questo sottolinea ancora una volta il ruolo della freschezza come parametro fondamentale.

Da ciò deriva il consiglio di utilizzare prodotti integrali non raffinati dall’industria, la quale toglie al prodotto appena colto la parte migliore, per poi elaborarlo e rivenderlo nelle farmacie a prezzi vertiginosi (vedi il germe di grano o la crusca!!). Tutto ciò potrà sembrare stupido ma sono cose che avvengono nella realtà. Ricordate che la Natura produce tutto ciò di cui avete bisogno. Un detto antico, trasformato, vi aiuterà a regolarvi: “Cibi e buoi dei paesi tuoi”.

I Vegetali Frondosi

Fra le scoperte più importanti, emerse dalle ricerche del Dott. Wilson si pone la conoscenza dei grandi benefici ottenibili dalle fronde dei vegetali. Mentre è da sempre conosciuto che questi sono “cibi protettivi” (le ultimissime ricerche mediche lo hanno dimostrato in modo incontrovertibile), non si è mai considerato il loro apporto all’energia vitale dell’organismo. Tali vegetali, oltre a possedere un altissimo livello di energia, sono gli unici alimenti in grado di bilanciare in modo soddisfacente i pasti a base di proteine, facendo in modo che il corpo possa assimilare le medesime senza dover attingere alle energie di riserva.

Le misurazioni fatte hanno mostrato come le foglie dei vegetali abbiano un valore energetico maggiore di quello dello stelo e delle radici e ciò è dovuto al fatto che le fronde sono più interessate dai raggi del sole. Siccome la cottura riduce la vitalità dei vegetali il Dr. Wilson consiglia di assumere almeno due vegetali crudi insieme ad uno cotto. Barbabietola rossa, sedano, senape, kale, lattuga, indivia, rapa, carota ed erba medica offrono le foglie più cariche di energia.

Le teorie vibrazionali di Simoneton, Lakhovsky e Bovis:

André Simoneton, ingegnere francese che negli anni ’30–’40 sviluppò l’idea di misurare la vitalità dei cibi in Angstrom con il cosiddetto “biometro di Bovis”.

Georges Lakhovsky, ingegnere e ricercatore francese, noto per la “teoria delle oscillazioni cellulari” e per aver inventato il “multi-wave oscillator”, un dispositivo che secondo lui poteva rafforzare la vitalità cellulare.

André Bovis, radiestesista francese a cui si attribuisce l’invenzione della scala di misurazione in Angstrom usata da Simoneton.

Tutti e tre, seppure con approcci diversi, hanno cercato di dimostrare che il corpo umano possiede una frequenza energetica ottimale: intorno a 6.500 Angstrom.

Frequenze vitali e malattia

Secondo questa visione:

Un organismo sano irradia un’energia “alta”, armonica, che si situa sopra i 6.500 Å.

I microbi e i microrganismi patogeni, invece, avrebbero vibrazioni molto più basse.

La malattia insorgerebbe quando l’essere umano “scende” a questi livelli energetici inferiori, rendendosi vulnerabile alle aggressioni esterne.

Cause di un calo vibrazionale

Le abitudini che indebolirebbero il campo energetico umano sono quelle che, curiosamente, anche la medicina riconosce come fattori di rischio:

abuso di alcol e droghe,

fumo,

sedentarietà,

dieta ricca di cibi raffinati, industriali, poveri di minerali.

Al contrario, per mantenere vibrazioni alte occorrerebbe nutrirsi di cibi freschi, biologici, ricchi di nutrienti e coltivati in terreni vitali.

Secondo Bovis, i malati di cancro irradierebbero solo 1.875 Angstrom, lo stesso valore del pane bianco raffinato. È una visione simbolica ma suggestiva: il corpo umano, svuotato della sua forza vitale, risuonerebbe allo stesso livello di un alimento “morto”, incapace di nutrire davvero.

Lettura moderna di queste teorie

Dal punto di vista scientifico, non esistono oggi strumenti riconosciuti in grado di misurare l’energia vitale in Angstrom. Tuttavia, la metafora conserva un nucleo di verità:

Quando il corpo è indebolito da cattive abitudini, mancanza di nutrienti o stress cronico, diventa più vulnerabile a malattie infettive e degenerative.

La ricerca contemporanea conferma che la dieta ricca di vegetali freschi, cereali integrali, alimenti non raffinati riduce il rischio di cancro, diabete, malattie cardiovascolari.

La “frequenza vitale” di cui parlavano Bovis e Simoneton può essere riletta come una forma poetica per descrivere la resilienza biologica e la capacità del corpo di mantenersi in equilibrio.

Conclusione

Che si parli di vibrazioni in Angstrom, di biofotoni o di densità nutrizionale, il significato profondo è lo stesso: il corpo umano si mantiene vitale e resistente quando viene nutrito con alimenti freschi, integri, coltivati in modo naturale e consumati con semplicità.

La vera prevenzione inizia nella nostra cucina: ogni volta che scegliamo frutta matura, verdure fresche, cereali integrali e oli non raffinati, non stiamo solo assumendo nutrienti, ma stiamo alimentando la nostra energia vitale.

Bibliografia

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